25.10.10

monday, FIGLI DELLE STELLE

di Lucio Pellegrini (E allora mambo, Tandem).
Con Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Giorgio Tirabassi, Claudia Pandolfi, Paolo Sassanelli, Fabio Volo.
Roma, giorni nostri.
Un’improvvisata, disorganizzata ed eterogenea banda di cinque giovani adulti organizza un rapimento allo scopo di chiedere un riscatto per una vedova di una morte bianca. Nulla và come previsto.
Il sequestro avviene nella stanza da bagno di una terma, dove tra i vapori dell’acqua calda alcuni politici in asciugamano concludono la giornata di lavoro.
Sulle note di un galvanizzante “Va pensiero”, alcuni del gruppo, a volto coperto, prelevano per errore il sottosegretario Stella (Giorgio Tirabassi) anzichè il ben più importante Ministro, vittima designata dell’irruzione.
La “renna” - cosi chiameranno d’ora in poi l’ostaggio - viene trascinata e trasportata dalla caotica città, pattugliata ormai giorno e notte dalle forze dell’ordine, a una quasi claustrofobica Valle d’Aosta, fuori stagione della Milano da bere, dove la comunità locale - vero specchio dell’Italia - pare soffrire gli stessi sentimenti di delusione e frustrazione dei protagonisti verso la vita e la classe politica.
La fuga verso la montagna si rivela essere l’ occasione di convivenza corale dell’impresa.
La gravità del gesto commesso si stempera grazie a un lieve tuffo nostalgico in un recente passato rassicurante – sottolineato e testimoniato da un vero e proprio “cambio d’abito” : da un look cittadino-adulto a un look alpino-infantile anni ‘80, curato da una bravissima Silvia Nebiolo, fatto di giacche multicolore, panta-sci a bretelle, paraorecchie di peluche e maglioni norvegesi tricottati - che culmina in una scena di spensieratezza al ritmo di Alan Sorrenti.
Sentimentale del gruppo è un ottimo Pier Francesco Favino, ineccepibile, come il suo accento umbro-marchigiano, il “bravo ragazzo” che porta alla luce le sfumature più umane del legame rapito-rapitore e dell’amicizia disinteressata con un veneto Fabio Volo, giunto nella capitale per partecipare a una trasmissione tv di denuncia contro le precarie condizioni di lavoro del Porto di Marghera, condotta dalla giornalista Claudia Pandolfi, l’intrusa della banda.
Idealista e rivoluzionario in eschimo perenne, un preciso Giuseppe Battiston, assistente universitario e peter pan a vita, che vive l’impossibilità di crescere i suoi figli secondo schemi non convenzionali.
Unico vero criminale dalla mente lucida un tenebroso Paolo Sassanelli.
La personale vocazione al disastro di questi antieroi fa prendere al film una strada da commedia grottesca. Tra singole battute di effettiva comicità e un senso generale di impotenza, non resterà però irrisolta l’assegnazione di una giusta pena, commisurata alle reali intenzioni.